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Cantina di Solopaca: storia, vini e rinascita della più antica cooperativa vitivinicola del Sannio

Ultima tappa del Tour della Via Francigena Beneventana è stata Solopaca, nota nell’Ottocento come “la piccola Napoli” per la qualità dei suoi vini e dei suoi oli. La Cantina Sociale, presieduta da Carmine Coletta, ci ha accolti per la visita allo stabilimento di produzione.

Nel cuore della Valle Telesina, circondata da colline ricamate dai filari di Falanghina, Greco, Fiano e Aglianico, sorge una delle realtà vinicole più storiche e rappresentative della Campania: la Cantina di Solopaca. Nota come una delle più antiche cooperative vitivinicole del Sud Italia, questa cantina è oggi un simbolo della forza agricola del Sannio Beneventano e un punto di riferimento per gli appassionati di vino che cercano qualità, tradizione e legame con il territorio.

Fondata nel 1966, la Cantina di Solopaca è diventata negli anni un vero motore produttivo per l’intera area, grazie alla partecipazione di centinaia di soci conferitori e a un impegno costante verso la valorizzazione dei vitigni autoctoni. Con oltre 1000 ettari di vigneto, la cantina rappresenta una delle realtà cooperative più estese e organizzate della Campania, capace di coniugare tradizione contadina e innovazione tecnologica.

La cantina di Solopaca – Foto di Giuseppe Piro

Un territorio vocato al vino: la forza della Valle Telesina

La produzione della Cantina di Solopaca è intimamente legata alle caratteristiche del territorio, un’area da sempre vocata alla viticoltura grazie alla combinazione di suoli ricchi di minerali, esposizione ideale e un microclima perfetto per la maturazione delle uve. Non a caso, il Sannio è oggi una delle province italiane con la più alta produzione vitivinicola e vanta riconoscimenti come la DOC Sannio, che negli ultimi anni ha acquisito un valore crescente nei mercati nazionali e internazionali.

Solopaca, in particolare, è celebre da secoli per la qualità dei suoi vini. Nell’Ottocento era chiamata la “piccola Napoli” del vino, un titolo che racconta bene la tradizione agricola di questo borgo e la reputazione che i suoi prodotti avevano già all’epoca. La cooperativa ha raccolto questa eredità e l’ha trasformata in un modello moderno di produzione condivisa e sostenibile.

Stabilimento della Cantina di Solopaca – Foto di Giuseppe Piro

La storia della Cantina: da cooperativa locale a simbolo del Sannio

Sin dalla sua fondazione, la Cantina di Solopaca ha avuto un ruolo determinante nella crescita economica del territorio. Unendo le forze dei piccoli produttori locali, ha permesso a famiglie e aziende agricole di avere un mercato stabile, prezzi equi e un marchio forte attraverso cui valorizzare il proprio lavoro.

Negli anni, la cantina ha investito in tecnologie moderne, migliorando processi di vinificazione e imbottigliamento, senza mai perdere il legame con i saperi tradizionali. Oggi produce una vasta gamma di etichette, dalle più accessibili alle selezioni pregiate, tutte accomunate da un obiettivo: esprimere l’unicità del territorio attraverso vini nitidi, puliti e riconoscibili.

Tra i prodotti simbolo troviamo:

  • Falanghina del Sannio DOC, vino fresco e minerale, ambasciatore della Campania nel mondo;
  • Aglianico, rosso strutturato e identitario, perfetto per chi ama vini caratteriosi;
  • Greco e Fiano, bianchi profumati, eleganti e di grande bevibilità;
  • le riserve e le selezioni speciali, nate da vigneti particolarmente vocati e lavorazioni più lunghe.
La Cantina Sociale è presieduta da Carmine Coletta che ci ha accolti per la visita allo stabilimento di produzione – Foto di Giuseppe Piro

La rinascita dopo l’alluvione: un esempio di resilienza collettiva

Uno degli episodi che più ha segnato la storia recente della Cantina di Solopaca è la devastante inondazione avvenuta circa dieci anni fa, quando un violento fiume di fango travolse l’intero stabilimento. Le immagini fecero il giro d’Italia: bottiglie sepolte dal fango, barrique sommerse, spazi produttivi completamente distrutti.

La cantina conserva ancora la memoria dell’inondazione avvenuta dieci anni fa, superata grazie all’impegno della comunità locale e alla vendita solidale delle “bottiglie salvate dal fango”, oggi simbolo di rinascita – Foto di Giuseppe Piro

Eppure, proprio da quel momento critico nacque uno dei capitoli più significativi della storia della cooperativa. Grazie alla solidarietà dei soci, dei cittadini e degli appassionati del vino, la cantina è riuscita a ripartire. Decisiva è stata anche la scelta di recuperare e vendere le “bottiglie salvate dal fango”, diventate un simbolo di resilienza e rinascita comunitaria.

Oggi la Cantina di Solopaca è tornata più forte di prima, con impianti rinnovati e una visione ancora più orientata alla qualità e alla valorizzazione del territorio.

La Cantina oggi: tra tradizione, turismo esperienziale ed economia locale

Oltre alla produzione vinicola, la Cantina di Solopaca svolge un ruolo centrale nella promozione turistica della Valle Telesina. Le visite guidate, le degustazioni e gli eventi dedicati ai vini del Sannio sono diventati un punto di riferimento per viaggiatori, enoturisti e camminatori della Via Francigena del Sud, che passa proprio nei pressi di Solopaca.

La struttura ospita ogni anno migliaia di visitatori che arrivano per scoprire da vicino il processo produttivo, degustare vini tipici e immergersi nella cultura agricola del territorio. La cooperativa, presieduta da Carmine Coletta, continua a investire nell’ospitalità e nella comunicazione, con iniziative mirate a far conoscere la diversità dei vitigni sanniti e il valore delle produzioni locali.

Il punto vendita della Cantina di Solopaca – Foto di Giuseppe Piro

Un patrimonio da preservare, un futuro da costruire

La Cantina di Solopaca non è solo una realtà produttiva: è un simbolo del Sannio che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. In un’epoca in cui i consumatori cercano autenticità, sostenibilità e prodotti del territorio, questa cooperativa rappresenta un modello virtuoso di economia condivisa, qualità enologica e tradizione contadina.

Visitare Solopaca, degustare i suoi vini e conoscere la storia della cantina significa entrare nel cuore della cultura sannita, un territorio che continua a sorprendere per ricchezza, passione e capacità di rinnovarsi.

Giuseppe Piro

Gestisce un network di Magazine tematici su Trekking, Outdoor, Travel. Ha scritto più di 20 libri sull’argomento tra i quali TREKKING IN ITALIA, edito da MONDADORI. Ha praticato tutti gli sport di montagna fra i quali la speleologia con un esperimento di isolamento in grotta di 35 giorni a 200 metri di profondità, sperimentando strumenti di telemedicina per Telecom. Ha realizzato Reportage Fotografici e Video in Italia e all’estero.