Sostenibilità: la Cantina San Giorgio di Tinazzi “promossa” anche nel 2022

L’Azienda ottiene la certificazione Equalitas 

Questione di qualità, anzi, di “Equalitas”: la Cantina San Giorgio con sede a Faggiano dove vengono lavorati i vitigni autoctoni pugliesi del gruppo Tinazzi ha raggiunto per il secondo anno di fila gli obiettivi che permettono di ricevere la prestigiosa certificazione. Il Bilancio di Sostenibilità riassume questo impegno nei confronti non solo dell’ambiente, ma anche dei lavoratori, del territorio e della comunità. 
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La Cantina San Giorgio di Tinazzi supera l’esame a pieni voti. L’azienda con sede a Faggiano ha ottenuto nuovamente la certificazione Equalitas, riconosciuta dall’Ente Certificatore CSQA, che attesta la sua sostenibilità da ogni punto di vista, non solo ambientale ed energetico, ma anche sociale ed economico. La Cantina San Giorgio, che fa parte del gruppo di cantine con sede a Lazise  e cento ettari di vigneti tra Veneto, Puglia e Toscana, promuove una comunicazione trasparente, stilando per il secondo anno il Bilancio di Sostenibilità: un documento chiave che documenta l’impegno profuso anche nel 2022.   «Non è un punto di arrivo, ma una tappa importante nel nostro percorso di miglioramento costante» spiega Francesca Tinazzi, responsabile Business Control del gruppo Tinazzi. «La sostenibilità per noi è inseparabile dalla qualità, in ogni fase del ciclo produttivo. Incorpora anche i diritti dei lavoratori, gli investimenti nella formazione, il consolidamento della rete di relazioni con il territorio e la comunità circostante. È un obiettivo di crescita, una prospettiva che ci permette di pensare responsabilmente al futuro. Una vera e propria (R)evolution». Il Bilancio di Sostenibilità è uno specchio fedele dell’approccio di Tinazzi alla salvaguardia del patrimonio ambientale: l’azienda punta sulle buone pratiche agricole, la produzione biologica, l’utilizzo di macchinari e impianti ad alta tecnologia, che permettono di ridurre l’impatto ambientale e i consumi di energia, e la scelta di un packaging certificato con carta FSC, prodotta in modo ecologicamente responsabile. Per il terzo anno, inoltre, la San Giorgio è sponsor della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione di ricerca scientifica finalizzata allo studio dei cetacei del Golfo di Taranto nel Mar Ionio Settentrionale.   Il Bilancio di Sostenibilità di Cantine San Giorgio è consultabile qui

SAN GIORGIO VINI NOBILI DEL SALENTO

La cantina San Giorgio è stata fondata dalla famiglia Tinazzi nel 2011 a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto. L’obiettivo principale è stato quello di stimolare la produzione vinicola locale valorizzando le potenzialità dei vitigni autoctoni. Dal 2020, per dare maggiore impulso alla produzione vinicola pugliese, Tinazzi ha trasferito la sede della cantina nel comune limitrofo di Faggiano. Nella moderna struttura viene lavorata e imbottigliata la produzione pugliese di Tinazzi. Nell’area della cantina è stato recentemente scoperto un sito archeologico.   

TINAZZI

I Tinazzi, nell’antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare: una famiglia legata al vino persino nell’origine del nome. Non può che cominciare con questo curioso aneddoto la storia di Tinazzi, che inizia alla fine degli anni Sessanta a Cavaion Veronese (Vr), grazie all’impegno e alla passione di Eugenio Tinazzi.  Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, all’epoca ancora diciottenne, segue subito il padre nella conduzione dell’impresa e allarga progressivamente gli orizzonti dell’azienda sia in termini di produzione che di mercati. Animato da uno spirito vivace, intraprendente e proattivo, trasforma negli anni l’azienda di famiglia da una realtà locale, che vende vini veneti DOC a piccole realtà del lago di Garda, all’attuale importante Gruppo esteso tra Veneto e Puglia, regione di grande carattere e dalle crescenti potenzialità qualitative, in cui i Tinazzi sono presenti dal 2001. Sotto la sua guida il gruppo produce vini d’alta qualità, venduti in 55 Paesi nel Mondo. Un’intuizione che ha portato l’azienda a diventare una delle più interessanti realtà della viticoltura italiana, con oltre 100 ettari di vigneti di proprietà e un’ampia proposta di iniziative legate alla cultura contadina e all’accoglienza. Gli importanti premi internazionali, come i riconoscimenti di rinomate riviste come Wine Spectator, Wine Enthusiast e Decanter sono solo l’ultimo tassello della storia dei vini.