Un ottimo vino per festeggiare la Pasqua: Capitulum LVI Abbazia di Praglia

La Pasqua di Resurrezione 2024  è imminente e cosa ci può essere di più adatto, per celebrarla, di un vino prodotto in una storica abbazia? 

L’Abbazia di Praglia,  nel territorio di Teolo, è senza dubbio il più importante e suggestivo luogo di spiritualità dei Colli Euganei. È un monastero benedettino molto antico, fondato nell’XI secolo dalla nobile famiglia vicentina dei Maltraversi. Il suo nome deriva dal termine medievale “pratalea” cioè località tenuta a prati e si rifà probabilmente alla grande opera di bonifica di terre paludose della zona avviata proprio dai Benedettini nel Medioevo. Dopo una fase di decadenza, nel 1448 iniziò la rinascita grazie al legame con la potente Abbazia padovana di Santa Giustina.

La chiesa dell’Assunta risale al periodo 1490-1550, e conserva all’interno opere di pittori veneti dei secoli XVI-XVII.

Il monastero è articolato in 4 chiostri: doppio o della clausura, botanico, pensile e rustico. Suggestivo è il refettorio monumentale dal magnifico arredo ligneo, una grande “Crocifissione”  della fine del ‘400 e un pulpito in marmo.

L’abbazia, ancora oggi abitata da monaci benedettini e meta di turismo religioso, ospita anche una Biblioteca Monumentale Nazionale, con 100.000 volumi. Il laboratorio di restauro dei libri e codici antichi è un altro fiore all’occhiello dell’abbazia.

Tra gli ospiti più famosi del monastero euganeo figura lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, che ambientò a Praglia una scena del suo romanzo “Piccolo mondo moderno” del  1901.

In questo bellissimo luogo si producono vino e olio: infatti 

 anche Praglia, come altre antiche abbazie, ha lasciato la propria impronta sul territorio circostante dei Colli Euganei con la diffusione della cultura della vite e dell’olivo. 

La memoria di un interesse peculiare dei monaci di Praglia per vigne e vini è custodita in documenti antichi di quasi mille anni, e ancora oggi radice di un prodotto di qualità. 

Nella cantina si respira questa storia in cui l’antica arte del fare bene le cose s’incontra con esigenze tecniche nuove nella ricerca costante di risultati di valore. L’opera di vinificazione pragliese è ripresa nel  2011.

Un’antica cantina, una tecnologia d’avanguardia ed il massimo rispetto per l’ambiente sono le basi per una conduzione vitivinicola saggia nel secolo atriale.

L’abbazia si circonda ancora oggi di circa 40 ettari tra collina e pianura, boschi e terre coltivate . La vite ne occupa 10, tutti entro le antiche mura di cinta o adiacenti..i quasi 11 ettari vitati, parte in pianura e parte in alta collina, oltre i 500 metri d’altitudine, sono una buona base per ottenere vini di varie tipologie, bianchi e rossi, spumanti dolci o metodo classico, passiti o frizzanti.

Abbiamo assaggiato  il Brut Nature Capitulum LVI Abbazia Di Praglia, fresco, effervescente. Questo elegante spumante Metodo Classico, prodotto con maestria, incarna lo spirito festoso e la vivacità della primavera. Ottenuto da uve Garganega, Chardonnay e Raboso Piave in pari misura, matura per 34 mesi sui lieviti e viene vinificato in acciaio. Dal colore paglierino, al naso è intenso e persistente, con sentori di anice, liquirizia e note floreali. In bocca è secco e morbido, con un gusto sapido ed equilibrato. Le sue bollicine fini e persistenti lo rendono ideale per accompagnare antipasti, primi piatti leggeri e frutti di mare. Con il suo profilo aromatico e la freschezza inconfondibile, il Brut Nature Capitulum aggiunge freschezza e armonia al pranzo di Pasqua.

Info: www.praglia.it

Fabrizio Del Bimbo