Presentato il bilancio di sostenibilità di Ruffino

“Se fino ad oggi essere sostenibili voleva dire essenzialmente operare in modo da poter ridurre e finanche annullare il proprio impatto negativo sociale e sull’ambiente, adesso invece siamo chiamati ad anticipare gli eventi. Ad avere un impatto positivo e a un approccio a tutto tondo sul significato di sostenibilità.” Questo l’incipit di Sandro Sartor, Presidente e Amministratore Delegato Ruffino che presenta oggi nella Tenuta Ruffino Poggio Casciano il quinto bilancio di sostenibilità del gruppo, certificato e rendicontato attraverso le linee guida internazionalmente riconosciute del Global Reporting Initiative.

Un percorso certamente non facile quello della storica azienda toscana ma che non nasce ora: era infatti il 2018 quando l’aziendasviluppò la piattaforma di comunicazione Ruffino Cares, un progetto che si è evoluto negli anni fino a incubare, sviluppare e raccontare oggi tutte le azioni del Gruppo in ambito ESG.

Considerevoli le certificazioni già conseguite in ambito ambientale: la SNQPI e Biodiversity Friend per il 100% dei vigneti di proprietà, ormai prossima anche quella biologica di tutte le tenute, oltre 500 ettari di vigneto, che sarà totalmente conseguita dalla vendemmia 2024. Importanti i progetti per dare valore all’acqua con un risparmio del 50% dei volumi di acqua utilizzati grazie all’irrigazione di precisione rispetto a quella tradizionale, la creazione di 3 nuovi bacini artificiali (e 3 in fase di costruzione) per il collettamento di acqua piovana con cui alimentare i sistemi di irrigazione: obiettivo aziendale è quello di soddisfare il fabbisogno di circa il 60% dei propri vigneti toscani entro il 2025. In ambito produttivo la sostenibilità passa anche dal confezionamento: Ruffino dichiara la totalità del packaging completamente riciclabile, un risparmio di 300 tonnellate di vetro utilizzato rispetto all’anno precedente grazie a un progetto di riduzione del peso delle bottiglie e l’obiettivo di lavorare con carta e cartone interamente certificato FSC entro il 2025.

Una chiosa speciale sulla partecipazione di Ruffino al programma Wine in Moderation (WIM), associazione con sede a Bruxelles volta alla educazione al consumo responsabile di vino, che proprio in questa settimana celebra internazionalmente le giornate WIM. “Ruffino è Ambassador Company di WIM dal 2019 e crede fermamente nei valori portati avanti” prosegue Sandro Sartor “tanto che abbiamo organizzato in questi giorni degli incontri formativi nelle scuole fiorentine e dei comuni di Bagno a Ripoli e Pontassieve condotte da una nutrizionista e un relatore di WIM per educare e rendere consapevoli i ragazzi che si approcciano al mondo del vino.” Il programma della settimana prevede anche una campagna di comunicazione il cui culmine sarà a Palazzo Vecchio, con una conferenza stampa insieme al sindaco della città di Firenze, Dario Nardella.

Infine, la cogente questione del gender gap. Ruffino è fra le prima aziende vitivinicole italiane a ottenere la certificazione PDR 125/22relativa alla parità di genere, grazie al rispetto di più parametri, tra i quali la presenza quasi uguale fra uomini e donne, pari retribuzione per stessa posizione e presenza di donne nel leadership team aziendale.

Ruffino è stata fondata a Pontassieve, nel cuore della Toscana, nel 1877, dai cugini Ilario e Leopoldo Ruffino, che sognavano di portare il “vino ideale” in tutte le tavole del mondo. Da più di 140 anni, Ruffino è fedele a questo sogno, producendo vini dalle sue tenute toscane situate nelle più importanti denominazioni toscane, da Chianti Classico a Montalcino a Bolgheri, che oggi sono gustati e amati in oltre 90 paesi del mondo. Dal 2023, Ruffino ha deciso di intraprendere una trasformazione senza precedenti, fino a diventare un assoluto punto di riferimento dei vini toscani di alto prestigio. Impegno esplicitato nella ricerca della qualità senza compromessi, nell’attenzione alla sostenibilità, ambientale e produttiva, nella capacità di innovarsi nel solco della identità toscana e, in generale, nell’espressione di un saper-fare italiano che tutto il mondo ci invidia.

Fabrizio Del Bimbo